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D. 29/03/2006 n. 81• che, a quanto specificato nella scheda redatta secondo lo schema approvato con la delibera n. 63/2003, non esistono risorse disponibili per la realizzazione dell'intervento e che l'onere relativo viene quindi imputato integralmente a carico dei fondi destinati all'attuazione del primo Programma delle opere strategiche; • che, come esposto, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non propone al momento di procedere all'assegnazione di risorse a valere sui detti fondi; Delibera: 1. Approvazione progetto preliminare. 1.1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legislativo n. 190/2002, come modificato dal decreto legislativo n. 189/2005, nonchè ai sensi dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327/2001, come modificato -da ultimo - dal decreto legislativo n. 330/2004, è approvato, con le prescrizioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, anche ai fini dell'attestazione di compatibilità ambientale e dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio il progetto preliminare dell'intervento «Nodo ferrostradale di Casalecchio di Reno (Bologna)». E' conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, l'intesa Stato-Regione sulla localizzazione dell'opera. 1.2. Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n. 190/2002, l'importo di 147.358.420,91 euro, di cui alla precedente «presa d'atto», costituisce il limite di spesa dell'intervento. 1.3. Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui è condizionata l'approvazione del progetto sono riportate nell'allegato, che forma parte integrante della presente delibera. 2. Assegnazione CUP. L'approvazione del progetto preliminare di cui al punto 1.1 è subordinata all'assegnazione del CUP che il soggetto aggiudicatore è tenuto a richiedere entro trenta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della presente delibera. Il CUP assegnato, ai sensi della delibera n. 24/2004 citata nelle premesse, va evidenziato nella documentazione amministrativa e contabile riguardante l'opera approvata. 3. Copertura finanziaria. 3.1. Il problema della copertura finanziaria dell'intervento di cui al punto 1.1 sarà affrontato in sede di esame del progetto definitivo. A corredo di detto progetto definitivo verrà trasmesso il piano economicofinanziario nella versione analitica prevista dalla delibera n. 11/2004, nonchè la stesura aggiornata della scheda di cui alla delibera n. 63/2003 che evidenzi eventuali disponibilità sopraggiunte. 4. Disposizioni finali. 4.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare approvato con la presente delibera. 4.2. La Commissione VIA procederà - ai sensi dell'art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 190/2002 - a verificare l'ottemperanza del progetto definitivo alle prescrizioni del provvedimento di compatibilità ambientale e ad effettuare gli opportuni controlli sull'esatto adempimento dei contenuti e delle prescrizioni di detto provvedimento. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in sede di approvazione della progettazione definitiva, provvederà alla verifica di ottemperanza alle altre prescrizioni che debbono essere recepite in tale fase. Il soggetto aggiudicatore procederà alla verifica delle prescrizioni che debbono essere attuate nelle fasi successive, fornendo assicurazione al riguardo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 4.3. Il suddetto Ministero provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata. 4.4. Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare prescrizioni intese a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - lo svolgimento di accertamenti anche nei confronti degli eventuali subcontraenti e subaffidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, e forme di monitoraggio durante la realizzazione dei lavori. Roma, 29 marzo 2006 Il Presidente: Berlusconi Il segretario del CIPE: Baldassarri Registrato alla Corte dei conti il 5 settembre 2006 Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 5 Economia e finanze, foglio n. 280 Allegato del. n. 81/2006 PRESCRIZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Prescrizioni in fase di progettazione: relativamente al tracciato della Porrettana storica si dovrà osservare la direttiva del P.T.C.P. (art. 12.10, comma 4) relativa alla contemporaneità della rifunzionalizzazione del tracciato esistente ed attivare, pertanto, in fase di progetto definitivo, un coordinamento tecnico al fine di individuare gli interventi di riorganizzazione funzionale e fisica della vecchia sede stradale della Porrettana e relativi finanziamenti; per il tracciato stradale si prescrive, in fase di elaborazione del progetto definitivo, di concordare con la Provincia di Bologna, il Comune di Casalecchio di Reno e la Regione Emilia-Romagna l'ipotesi di variazione altimetrica del tracciato denominato nella documentazione integrativa «soluzione B» che preveda: -il superamento della ferrovia Bologna-Pistoia da parte del tracciato della nuova Porrettana, attraverso una galleria artificiale dalla progressiva 1+64,72 alla progressiva 1+340, per circa 280 mt; -lo svincolo in località Faianello con la viabilità locale conformato a livello superiore rispetto al piano della nuova Porrettana situato a quota 66 mt slm; -le rampe di collegamento con via Zannoni realizzate in rilevato e la connessione con via Ronzani realizzata tramite sottopasso presso quello esistente al Km 2+190; -relativamente alla viabilità esistente, ripristino della connessione con via Ronzani, mediante una rotonda di raccordo anche con via dei Martiri e via Marconi; si prescrive che la galleria principale della nuova Porrettana sia almeno di 990 mt dal km 0+520 (Rotonda Biagi al Km 1+510), come previsto nella do- cumentazione integrativa; nel caso in cui all'interno della galleria si riuscisse a trovare lo spazio per due piazzole di sosta dell'estensione di 3 m x 45 m si dovrà valutare la possibilità di allungare la galleria di altri 300 metri; nel caso in cui si riuscisse a trovare lo spazio per una sola piazzola di sosta dell'estensione di 3 m x 45 m andrebbe valutata la possibilità di allungare la galleria di 150 metri; oltre al decreto ministeriale 5 novembre 2001 n. 6792, la progettazione della galleria dovrà rispettare i criteri relativi ai requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale ai sensi della direttiva dell'Unione europea 2004/54/CE: tale norma si applica a tutte le gallerie di lunghezza superiore a 500 metri siano esse in esercizio, in costruzione o in progettazione; per motivi di sicurezza, si dovrà prevedere la sormontabilità, ove possibile, oppure l'adeguata protezione dei manufatti anti rumore previsti in corrispondenza delle rampe d'accesso; sui tratti stradali esterni alle gallerie, in sede di progettazione definitiva, si dovranno valutare soluzioni per le pavimentazioni, considerando tecniche sperimentate per l'abbattimento delle concentrazioni di inquinanti emessi dagli autoveicoli, che sfruttano i processi di degradazione (principalmente di natura ossidativa) delle principali sostanze inquinanti e microbiche ad opera di speciali «fotocatalizzatori», tra cui il biossido di titanio; per il tracciato ferroviario si prescrive, in fase di elaborazione del progetto definitivo, di concordare con la Provincia di Bologna, il Comune di Casalecchio di Reno e la Regione Emilia-Romagna l'ipotesi di tracciato che più di ogni altra consenta il raggiungimento degli obiettivi di seguito elencati, compatibilmente con i limiti dettati dall'interferenza tra le due infrastrutture: -la localizzazione della nuova fermata interrata in corrispondenza dell'attuale stazione di Casalecchio di Reno; -mantenimento della velocità di 100 km/h per tutto il tratto da interrare; -realizzazione di un unico marciapiede ad isola, parzialmente in curva, di larghezza minima 4 metri, ed in corrispondenza delle scale larghezza minima 7 metri; -garantire l'accesso al binario 1 della stazione di Casalecchio Garibaldi in condizioni non peggiorative rispetto all'attuale (come velocità e lunghezza); -lunghezza banchina non inferiore a 250 m (standard SFM); -altezza banchina 55 cm sul piano del ferro (raggio di curvatura del binario in banchina non inferiore a 700 m); - pendenza in generale non superiore al 13 per mille e, se possibile, non superiore al 10 per mille in sfavore di avviamento da fermo; si prescrive la realizzazione di tutte le opere civili predisposte per il doppio binario fino alla progr. Km 121+150; nonchè di verificare, in sede di progettazione definitiva, con la Provincia di Bologna e la Regione Emilia-Romagna - Agenzia trasporti pubblici - la possibilità della posa del secondo binario contestualmente all'intervento previsto. Mitigazione e compensazione si prescrive che, in attuazione dell'art. 12.11, comma 5, delle norme del P.T.C.P., debba essere realizzata una fascia di ambientazione pari a 30 m per lato; verificato che il progetto preliminare presentato prevede una fascia di rispetto stradale pari a 50 m per lato nei tratti extraurbani, e che, nel tratto Faianello, tale fascia è destinata all'inserimento paesaggistico dell'opera, si prescrive altresì che il progetto di inserimento paesaggistico sia sviluppato anche nel tratto sud, in prossimità all'area di servizio del Cantagallo; per le aree permeabili intercluse dall'opera e non occupate dal vivaio si dovrà prevedere l'impianto di nuova vegetazione per implementare ulteriormente la fascia di ambientazione stradale; al fine di diminuire ulteriormente l'occupazione di superfici nella zona del vivaio si dovranno adottare tutte le tecniche possibili per diminuire la superficie di occupazione del rilevati stradali o delle scarpate nel caso di trincee; eventuali muri di sostegno e mitigazioni acustiche (barriere, terrapieni ecc.) dovranno essere opportunamente schermati con soluzioni paesaggistiche o architettoniche (schermatura con impianto di vegetazione arborea ed arbustiva, utilizzo di rampicanti, ecc.); in generale si dovranno utilizzare specie autoctone e/o naturalizzate, che garantiscono un maggior successo d'impianto (facilità all'attecchimento, adattamento pedo-climatico, buona resa nello sviluppo, minori costi di manutenzione); latifoglie non autoctone possono essere tollerate in misura minore e limitatamente agli ambiti fortemente urbanizzati in cui sono necessari interventi con finalità estetiche; stessa logica deve essere seguita per le specie arbustive non autoctone; assolutamente da evitare sono le specie riconosciute come invadenti (Robinia, Ailanto, Amorpha, ecc.); la tipologia di impianto e gli standard vivaistici da utilizzare nella progettazione esecutiva dovranno favorire un rapido sviluppo della vegetazione, utilizzando piante a pronto effetto e sedime forestale in funzione degli obbiettivi che si vorranno perseguire: verde d'arredo, verde schermante, verde con funzione naturalistica, ecc.; dovranno essere considerate prioritarie, e quindi di immediata esecuzione, le opere e gli interventi di mitigazione: le priorità di intervento dovranno essere concertate con l'Amministrazione del comune di Casalecchio di Reno. Atmosfera si prescrive di perseguire l'indirizzo contenuto nell'art. 13.8 del P.T.C.P. «Requisiti degli insediamenti in materia di qualità dell'aria», in base al quale, fino all'approvazione del Piano di gestione della qualità dell'aria, la pianificazione e la progettazione di infrastrutture stradali, nell'individuazione del tracciato con il minor impatto ambientale tra le possibili alternative di localizzazione, dovrà perseguire - tra gli altri - l'obiettivo di minimizzare il numero di edifici residenziali, sanitari o scolastici, a distanze (calcolate su proiezione orizzontale) inferiori a 50 m dal confine stradale delle strade extraurbane, classificate come rete di base di interesse regionale; in fase di progettazione definitiva andranno previste soluzioni progettuali di impianti di convogliamento e filtrazione di polveri; è noto infatti che in galleria per le polveri, oltre alla componente primaria corrispondente alle emissioni veicolare dirette, incide profondamente il contributo del risollevamento meccanico dovuto allo scorrimento veicolare: in tale ambiente ad elevato accumulo occorrerà analizzare le soluzioni di filtrazione posizionando adeguatamente gli sbocchi dei relativi canali; si prescrive come già previsto nel S.l.A., in fase di monitoraggio corso d'ope ra e post operam, di prevedere un punto di misura per la verifica della concentrazione delle polveri, anche fini. Acque si prescrive di analizzare in sede di progettazione definitiva per la fase definitiva, vista l'elevata lunghezza dei tratti in galleria e/o in trincea, le interferenze dell'intero corpo interrato (comprese le strutture di fondazione) con le falde acquifere rilevate e di progettare adeguati sistemi di bypass delle stesse, tenendo conto delle direzioni di deflusso della falda connessa al fiume, valutando le eventuali modifiche al le funzioni di drenaggio e/o la ricarica tra falda e fiume; si prescrive, in attuazione del P.T.C.P., art. 4.2 «Alvei attivi», di non creare deviazioni artificiali garantendo il regime di officiosità idraulica del Rio Bolsenda e del Rio dei Gamberi, anche al fine escludere attività che possano generare rischio idraulico e inquinamento delle acque; si prescrive che ogni modificazione morfologica dei suoli in queste zone d'alveo |
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